Varchi n.35
Infodemia. Il virus delle parole
Anno diciottesimo – numero 35 – autunno/inverno 2026
Rivista semestrale di carattere scientifico-culturale
A cura di: IL RUOLO TERAPEUTICO DI GENOVA
Hanno collaborato a questo numero: Pietro Barabino, Mauro Carosio, Paolo Chiappero, Diego Dal Sacco, Luca Falletta, Elisa Gaggero, Davide Lacqua, Marina Montesano, Vincenzo Susca, Filippo Torre, Antonio Vivaldi.
#Infodemia
#VirusdelleParole
#AISocial
#Algoritmi
#MassMedia
EDITORIALE
Già nel 1895 Gustave Le Bon, antropologo e sociologo, sosteneva che la propaganda e l’informazione non hanno bisogno di dire il vero perché procedono per: <<affermazione, ripetizione e contagio>>.
Il celebre autore di “Psicologia delle folle” influenzò molti sociologi e psicologi che si occuperanno del rapporto tra comunicazione/informazione e massa/popolazione.
Quasi un secolo e mezzo dopo continuiamo ad affogare nelle informazioni. Ma restiamo affamati di conoscenza. Anzi è proprio quest’ultima onorevole motivazione che ci rende più facilmente prede dell’infodemia, a cui abbiamo dedicato questo numero.
Il nostro intento è quello, attraverso l’analisi del fenomeno da più angolazioni, di proporre una riflessione incisiva, interrogativi anche etici e, forse, riuscire a stimolare delle “call to action”, contro questa cultura del sovrabbondante, del “troppo è meglio di niente” (ma siamo sicuri?).
Questo “circolare” incontrollato, caotico e confuso di notizie da varie (infinite) fonti sta progressivamente diventando il “virus delle parole”, che è il titolo di questo numero di Varchi. Inoltre, non trascuriamo come AI, algoritmi e social hanno prodotto una forte accelerazione in questo senso.
Nelle pagine che leggerete abbiamo raccolto contributi che si inseriscono in una visione molteplice del fenomeno, così come sono molteplici i contesti in cui si presenta e che abbiamo cercato di osservare.
Dopo una disamina del fenomeno/neologismo di “Infodemia” (articolo di Elisa Gaggero), troviamo il contributo di Diego Dal Sacco a proposito dell’informazione scientifica nel contesto medico, quello di Mauro Carosio e della redazione della rivista musicale “Tom Tom Rock” relativamente alla musica odierna (pensiamo solo al ruolo delle case discografiche e degli influencer), e nella letteratura “psico” (articolo di Filippo Torre) complementare con l’inflazione della terminologia psicologica e psichiatrica nella comunicazione quotidiana (articolo di Paolo Chiappero). E che dire del mondo digitale? Ci risponde Vincenzo Susca sulle forme di alienazione e inflazione del social-digitale (e non solo) e sulla sua pervasività che si trasforma (ci trasforma!) in ibridi uomo-macchina. Non poteva mancare ovviamente un “pezzo” sui mass-media (Pietro Barabino) e una “intervista” niente di meno che alla AI, dove tra l’ironico e il grottesco si chiede all’Intelligenza Artificiale che ne pensa dell’overload informativo (a “intervistare” è Luca Falletta). E, infine, l’articolo di Davide Lacqua, sull’infosfera, cioè la globalità dello spazio delle informazioni e le sue possibili derive paranoidi.
Buona lettura!
La fabbrica dell’urgenza
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Più informati, più liberi?L’infodemia e il feticismo dell’informazione, la perdita della resistenza del reale e la clinica del sé contemporaneo, volutamente effimero, facilmente plasmabile.
di Elisa Gaggero * L’Uomo nero: dall’ombra della fiaba all’amministrazione della paura”. Foto dallo spettacolo “Gothica” Teatro della Tosse, Genova "La realtà esiste nella mente umana e in nessun altro luogo." (La lezione finale di O'Brien a Winston: se il Partito...
Estetica del sécrificio: l’insostenibile bellezza dell’essere
di Vincenzo Susca * Da notarsi: gli uomini non cercavano l’ecatombe generale […].Si perseguiva la morte isolata. […] La dissoluzione doveva avvenirenell’ambito o nei pressi della privacy, altare dell’individualismo.Guido Morselli, Dissipatio H. G. (1977) “La crisi...
Dallo schermo neutrale allo schermo digitale: implicazioni per il setting psicoanalitico
di Filippo Torre * Storicamente, la teoria e la tecnica psicoanalitiche hanno attraversato profonde evoluzioni nell’incontro con nuove categorie di pazienti, setting inediti e mutati contesti sociali. Sebbene gli effetti della digitalizzazione siano stati discussi...
Niente da digerire. Infodemia, funzione gamma e pensiero paranoide
di Davide Lacqua * Il termine “infodemia” "Infodemia". La parola nasce nel 2003, in un articolo di giornale sulla diffusione incontrollata di notizie durante l'epidemia di SARS, e si impone nel 2020 con la pandemia di COVID-19. Da allora indica una condizione che...
“Scusi, come faccio a gestire troppe informazioni?” Dialogo tra un educatore professionale e un’Intelligenza Artificiale
di Luca Falletta * EP: Ultimamente ho l'impressione che le persone non abbiano più bisogno di informazioni.IA: È corretto. Secondo diverse ricerche il problema oggi non è la scarsità informativa ma l'information overload, fenomeno associato a riduzione della capacità...
L’informazione sanitaria nell’epoca del medico 3.0 e 4.0.
di Diego Dal Sacco * L’informazione sanitaria è quell’insieme di notizie, dati ed approfondimenti riguardanti la salute che ha lo scopo di aiutare i cittadini ad orientarsi meglio sul proprio benessere. Nel corso della pandemia da Covid-19 e ancor prima, durante le...
Scusate il Disturbo. “Therapy speak” ed etichettamento psichiatrico di massa
di Paolo Chiappero * Il buonsenso c’era, ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune (Manzoni) “Capisci bene che è un narcisista, ma di quelli gravi. Io sarò anche borderline, ma lui è più grave di me. Ci vuole uno bravo (sic) per curarlo” “Hai proprio...
Infodemia musicale. Come ci si perde e come (a volte) ci si salva nel caos dell’informazione
di Mauro Carosio, Marina Montesano e Antonio Vivaldi (Redazione del web magazine di informazione musicale Tomtomrock.it) Il contagio dell'informazione La parola “infodemia” nasce lontano dalla musica: la conia David Rothkopf sul Washington Post nel 2003, nei mesi...









