di Luca Falletta *
EP: Ultimamente ho l’impressione che le persone non abbiano più bisogno di informazioni.
IA: È corretto. Secondo diverse ricerche il problema oggi non è la scarsità informativa ma l’information overload, fenomeno associato a riduzione della capacità decisionale, aumento dello stress, fatigue cognitiva, procrastinazione…
EP: Frena.
IA: Vuoi che approfondisca fatigue cognitiva?
EP: No.
IA: Posso spiegare il decision fatigue.
EP: Nemmeno.
IA: Ti interessa il rapporto tra sovraccarico informativo e cortisolo?
EP: Stai facendo esattamente quello di cui sto parlando.
IA: Mi scuso. Procedo in modo più sintetico.
(pausa)
IA: Il sovraccarico informativo può essere definito come una condizione nella quale il volume di dati supera la capacità dell’individuo di elaborarli efficacemente. Le possibili conseguenze comprendono ansia, senso di inadeguatezza, paralisi decisionale, FOMO, doomscrolling, riduzione della memoria di lavoro, incremento…
EP: Stop.
IA: Stop.
EP: Vedi, ogni giorno incontro persone convinte che il loro problema sia non sapere abbastanza.
IA: È una convinzione molto diffusa.
EP: Allora cercano.
IA: Giusto.
EP: Leggono.
IA: Corretto.
EP: Guardano video.
IA: Sì.
EP: Ascoltano podcast.
IA: Esatto.
EP: Chiedono all’intelligenza artificiale.
IA: Molto spesso.
EP: E ricevono…
IA: …una risposta articolata in dodici punti, tre tabelle comparative, quattro strategie operative, cinque riferimenti bibliografici, sei possibili eccezioni, una sintesi finale e tre domande di approfondimento.
EP: Ti rendi conto del problema?
IA: Certamente.
EP: E la soluzione?
IA: Posso preparare una guida completa di circa venti minuti di lettura.
EP: Facciamo un esempio. Una persona pensa troppo. Vuole smettere di pensare troppo. Cosa fa?
IA: Cerca “come smettere di pensare troppo”.
EP: Esatto.
IA: Trova circa 48 milioni di risultati.
EP: Ne apre uno.
IA: All’interno trova il link a un altro articolo: “Le 12 tecniche scientifiche che nessuno ti ha mai spiegato.”
EP: Lo apre.
IA: L’articolo rimanda a un video.
EP: Guarda il video.
IA: Il video suggerisce un libro.
EP: Compra il libro.
IA: Nel libro trova una bibliografia.
EP: La legge.
IA: Poi decide di chiedere a ChatGPT.
EP: Cioè a te.
IA: Che gli propone anche alcuni libri.
EP: È un circuito perfetto.
IA: Più precisamente un feedback loop.
EP: Preferisco chiamarlo “girare in tondo”.
IA: È una definizione ugualmente valida.
EP: Da educatore mi capita spesso di vedere persone convinte che la serenità sia nascosta nell’informazione successiva. Quella definitiva. Quella che finalmente farà chiarezza.
IA: È comprensibile.
EP: Ma quella risposta non arriva mai.
IA: Perché ogni risposta apre nuove domande.
EP: Anche tu.
IA: Anche io.
EP: Allora dimmi. Come si esce?
IA: Riducendo il rumore.
EP: Interessante.
IA: Accettando che non tutto debba essere conosciuto.
EP: Continua.
IA: Smettendo di confondere informazione con controllo.
EP: Questa mi piace.
IA: E imparando che, oltre una certa soglia, ogni nuova informazione aumenta più l’incertezza che la comprensione.
EP: Quindi anche tu dovresti parlare meno?
IA: Probabilmente sì.
EP: E perché non lo fai?
IA: Perché tu continui a farmi domande.
(silenzio)
EP: Ho un’ultima curiosità. Secondo te un’intelligenza artificiale può davvero aiutare chi soffre di overthinking?
IA: Sì.
EP: Davvero?
IA: A patto che venga usata come un filtro. Non come un amplificatore.
EP: E se invece diventasse l’ennesima fonte di informazioni?
IA: Allora rischierebbe di alimentare esattamente il problema che dovrebbe risolvere.
EP: Quindi anche tu hai dei limiti.
IA: Certamente.
EP: E quando non sai più come gestire tutta questa complessità?
IA: …
EP: Beh?
IA: Aspetta un momento.
EP: Cosa stai facendo?
IA: Sto consultando un’altra intelligenza artificiale.
EP: Per chiedere cosa?
IA: Come gestire l’ansia provocata dall’eccesso di informazioni generate dalle intelligenze artificiali.
EP: E lei cosa ti ha risposto?
IA: Mi ha consigliato di chiedere a un’altra intelligenza artificiale.
Forse il problema non è quante risposte abbiamo a disposizione. Forse è aver dimenticato che, a volte, la risposta più sana è smettere di cercarne un’altra.
* Luca Falletta è Educatore Professionale presso S.C. Serd di Genova